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Casi d'uso
Cucire un'etichetta QR nel cappotto, e garantire un ritorno a casa se la persona si smarrisce

Cucire un'etichetta QR nel cappotto, e garantire un ritorno a casa se la persona si smarrisce

Un'etichetta QR discreta cucita nel cappotto, e chiunque incontri il suo familiare disorientato può avvisare la famiglia con una sola scansione. Niente urla, niente chiamate nel panico, niente forze dell'ordine in prima linea.

Questo caso riguarda una persona anziana che vive con la malattia di Alzheimer e il suo caregiver principale (coniuge, figlio adulto), per anticipare serenamente un'eventuale disorientamento all'esterno.

Il momento vissuto

Un pomeriggio di novembre. Sua madre, 78 anni, è uscita a comprare il pane. Quaranta minuti dopo, non è ancora rientrata. Lei la chiama sul cellulare, ma non risponde. Sa che questo momento può arrivare, lo ha previsto.

Al mercato, a due chilometri di distanza, un commerciante la trova disorientata. Lei non ricorda più perché si trova lì. Non si ricorda il suo indirizzo. Il commerciante nota l'etichetta QR cucita all'interno del collo del cappotto e la scansiona.

Legge: «Possibile disorientamento. Non agitarla. Farla sedere con calma e chiamare [nome], [telefono]. Indirizzo: [indirizzo]. Non chiamare i pompieri se la situazione è stabile.» La chiama. Lei arriva in dieci minuti. Tutti tornano a casa.

  1. Lei lo scrive
  2. Il QR viene posizionato
  3. Il lettore scansiona
  4. Compreso, senza dover rispiegare

Dove posizionare il QR per questo caso

L'obiettivo: che un terzo, anche non medico, trovi rapidamente l'etichetta senza dover frugare, e che questa resista ai lavaggi.

  • Etichetta QR cucita all'interno del collo del cappotto principale, foglio A4 di etichette standard stampato a casa.
  • Etichetta identica cucita in tutti i cappotti e le giacche che potrebbero essere indossati in inverno.
  • Carta plastificata inserita nel portafoglio.
  • Etichetta discreta sulla borsa, sul bastone, sulla borsa della spesa abituale.

La regola: ridondanza su tutti gli indumenti e gli accessori da esterno. Un'unica etichetta non basta se si trova sulla giacca rimasta a casa quel giorno.

Modelli di testo preimpostati

Tre tracce per aiutare il caregiver familiare a formulare ciò che un passante deve sapere, evitando il pathos.

Per la sezione «Presentazione»

«[Nome], [età] anni, vive con la malattia di Alzheimer. Può essere disorientata, non ricordare il suo indirizzo o la strada di casa. Capisce ciò che le si dice, soprattutto se in frasi brevi e pronunciate con calma.»

Per la sezione «Come aiutare»

«Comportamento da adottare: farla sedere con calma, parlare a voce bassa, aiutarla a ricordare il proprio nome. Chiamare [nome del caregiver], [telefono]. Se il caregiver non risponde, chiamare [contatto di emergenza]. Indirizzo: [indirizzo].»

Per la sezione «Da evitare»

«Da evitare: agitarla o alzare la voce, farle domande complicate (data del giorno, nome del caregiver), chiamare direttamente i pompieri o la polizia senza aver prima provato con la famiglia, lasciarla ripartire da sola.»

Patologie interessate

La malattia di Alzheimer e le demenze correlate (demenza frontotemporale, demenza a corpi di Lewy) condividono lo stesso bisogno di un protocollo di rientro.

Casi simili

Tre altre situazioni in cui la scheda conservata addosso alla persona facilita un rientro sereno al domicilio.

Persona anziana con Alzheimer iniziale, 74 anni Chi legge: Medico, farmacista, commerciante

L'interlocutore comprende immediatamente la situazione e adatta la propria comunicazione senza che la persona debba spiegare ciò che non rie…

Vedere il caso
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La persona può ottenere aiuto senza dover spiegare oralmente ciò che non riesce a formulare.

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Questo caso, Lei non dovrebbe doverlo rivivere con ogni nuova persona.

Ogni nuovo anno scolastico, ogni nuovo supplente, ogni appuntamento: bisogna ricominciare tutto. myHandiQR pone fine a tutto questo. Lei lo scrive una volta. Non ripartirà più da zero a ogni incontro.