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Casi d'uso
Mostrare una carta al bancone della farmacia, perché la domanda successiva arrivi più semplice, senza dover spiegare nulla

Mostrare una carta al bancone della farmacia, perché la domanda successiva arrivi più semplice, senza dover spiegare nulla

Una carta plastificata estratta dal portafoglio al bancone della farmacia, e il commerciante o il medico adatta la sua domanda senza che lei debba ripeterla due volte. La persona mantiene la propria autonomia per i gesti quotidiani, senza che un vuoto di memoria occasionale si trasformi in incomprensione.

Questo caso riguarda una persona di 74 anni con un Alzheimer diagnosticato di recente, ancora autonoma per gli acquisti e gli appuntamenti, ma talvolta colta alla sprovvista da una domanda posta troppo in fretta o da una serie di istruzioni.

Il momento vissuto

Dietro il bancone, la farmacista richiude il cassetto delle scatole di paracetamolo e porge la ricetta a Georgette, 74 anni, venuta a ritirare il rinnovo mensile. Le chiede se ha misurato bene la pressione questa mattina, una domanda di routine che pone a ogni cliente over sessanta. Georgette esita, cerca la risposta, la domanda si confonde, non sa più se deve rispondere sulla pressione o sul dosaggio della sua terapia.

Georgette tira allora fuori dal portafoglio una carta plastificata che tiene sempre insieme alla tessera sanitaria. La farmacista scansiona il QR stampato sul retro e scopre in poche righe che un Alzheimer iniziale complica talvolta la successione di più domande di fila, e che è meglio porle una alla volta, in ordine. Riformula subito: prima la pressione, poi la terapia, una domanda dopo l'altra.

Georgette risponde senza turbarsi ulteriormente, la fila dietro di lei non ha fatto in tempo a spazientirsi, e nessuno ha alzato il tono per farsi capire. Non è stato necessario alcun contatto con la figlia per chiarire un punto della sua terapia, e la farmacista ha semplicemente adattato il proprio modo di porre le domande, senza mai far notare il disturbo ad alta voce.

  1. Lei lo scrive
  2. Il QR viene posizionato
  3. Il lettore scansiona
  4. Compreso, senza dover rispiegare

Dove posizionare il QR per questo caso

Una persona con un Alzheimer iniziale resta spesso autonoma per le proprie uscite, il che rende la carta più adatta di un'etichetta fissa su un indumento. L'obiettivo è che mantenga il controllo del momento in cui la mostra.

  • Carta plastificata infilata nel portafoglio, accanto alla tessera sanitaria, mostrata solo se una domanda diventa difficile da seguire.
  • Etichetta sull'agenda o sul taccuino degli appuntamenti, stampata da un foglio A4 di etichette (modello standard), utile per un medico consultato occasionalmente.
  • Timbro sul retro del libretto degli assegni, discreto, per un commerciante abituale che nota un'esitazione insolita al momento di pagare.
  • Link trasmesso alla farmacia abituale, registrato una volta nella scheda cliente, affinché il team conosca già la situazione senza ripartire da zero a ogni visita.

Il punto di riferimento da tenere a mente: la carta resta nelle mani della persona, che decide se mostrarla o meno, senza che nessun altro prenda questa decisione al suo posto.

Modelli di testo preimpostati

Tre tracce da adattare alla situazione della persona a voi vicina. Coprono ciò che un commerciante o un professionista sanitario legge per primo: chi parla, come porre una domanda senza turbarla, e cosa complica inutilmente lo scambio. Punti di partenza, non frasi da ricopiare così come sono.

Per la rubrica «Presentazione»

«Mi chiamo [nome], ho [età] anni. Ho un Alzheimer diagnosticato di recente. Resto autonoma per la spesa e gli appuntamenti, ma una domanda posta troppo in fretta o più informazioni di fila possono farmi perdere il filo.»

Per la rubrica «Come aiutare»

«Potete: porre una domanda alla volta piuttosto che diverse di fila, lasciare il tempo di rispondere senza incalzare subito, riformulare in modo semplice se non rispondo al primo tentativo, e rivolgervi direttamente a me piuttosto che alla persona che mi accompagna.»

Per la rubrica «Da evitare»

«Da evitare: porre più domande di fila senza pausa, alzare la voce pensando che non senta, parlare di me a una terza persona presente come se non ci fossi, o mostrare impazienza se ci metto del tempo a rispondere.»

Patologie interessate da questo caso

Questo caso riguarda un Alzheimer in fase iniziale, che non impedisce l'autonomia quotidiana ma complica talvolta l'elaborazione di più informazioni date di fila. Una domanda posta una alla volta, senza fretta, basta spesso a evitare la confusione. La pagina collegata approfondisce questo funzionamento e i supporti utili negli scambi quotidiani, con un commerciante, un medico o un farmacista.

Casi simili

Altre situazioni in cui una persona anziana resta autonoma per le proprie pratiche quotidiane, ma dove una carta infilata nel portafoglio aiuta un interlocutore occasionale ad adattare il proprio modo di porre una domanda, senza che la famiglia debba intervenire ogni volta.

Persona anziana con Alzheimer, 78 anni Chi legge: Passante, forze dell'ordine

In caso di vagabondaggio o disorientamento, un terzo può accedere alle informazioni d'urgenza e ai contatti della famiglia.

Vedere il caso
Adulto con disabilità cognitiva, 22 anni Chi legge: Qualsiasi interlocutore in una situazione di difficoltà

La persona può ottenere aiuto senza dover spiegare oralmente ciò che non riesce a formulare.

Persona anziana con demenza iniziale, 81 anni Chi legge: Servizio di emergenza, medico di guardia

Il personale sanitario accede alle informazioni chiave (terapie, contatti) senza attendere la famiglia.

E myHandiQR, in tutto questo?

Preparare il suo profilo per questa situazione, senza doverlo rispiegare a ogni nuovo anno scolastico.

Lei scrive l'essenziale una volta sola. L'insegnante che corregge, l'AESH, il supplente scansionano e capiscono. Lei smette di ripetersi.