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Disprassia

La disprassia, chiamata anche disturbo dello sviluppo della coordinazione (DCD), rende difficile la pianificazione dei gesti. Allacciare, scrivere, ritagliare, afferrare una palla: ciò che la maggior parte delle persone fa senza pensarci richiede qui una concentrazione totale.

Il risultato appare maldestro, ma lo sforzo, invece, è immenso. La persona sa cosa fare; è la sequenza precisa del movimento a resistere, e ogni gesto consuma energia.

Prenda una scarpa con i lacci. Per la maggior parte dei bambini, è un automatismo acquisito una volta per tutte. Per un bambino con disprassia, è una serie di passaggi da ricostruire ogni volta, sotto lo sguardo degli altri che, loro, hanno già finito.

Moltiplichi questo micro-sforzo per tutte le volte in cui la giornata richiede un gesto preciso (scrivere, riordinare, mangiare, vestirsi), e avrà un'idea della stanchezza accumulata, invisibile dall'esterno.

Dove si vede, dove non si vede

Si nota la scrittura lenta o la difficoltà nello sport. Si vede meno lo sforzo compiuto per restare ordinati, seguire più istruzioni gestuali, o semplicemente vestirsi al mattino senza fare tardi. Il ragionamento, invece, non è compromesso.

Ciò che cambia tutto

  • separare il contenuto dalla forma: valutare l'idea, non la pulizia del tratto,
  • proporre il computer o un testo da completare invece della copiatura,
  • dare tempo, e un ruolo «idee» nelle attività manuali,
  • suddividere i gesti complessi in passaggi semplici.
Dati in cifre

Disprassia in alcune cifre

  • ~ 5-6%dei bambini italiani in età scolare presenta un disturbo della coordinazione motoria (disprassia).Fonte: letteratura clinica italiana di neuropsichiatria infantile.
  • ~ 50-70%dei bambini con disprassia continua a presentare difficoltà motorie anche in età adulta, con ricadute sulla vita quotidiana.Fonte: letteratura scientifica italiana e internazionale.

Possibili adattamenti

Adattamenti concreti, senza materiale medico:

  • A scuola: piano di accompagnamento personalizzato (PAP, piano di accompagnamento personalizzato) o progetto (PPS, piano personalizzato di scolarizzazione), computer, fotocopia degli appunti, tempo supplementare.
  • Al lavoro: RQTH (riconoscimento della qualifica di lavoratore con disabilità, tramite MDPH, ente dipartimentale francese per le persone con disabilità) per una postazione adattata, strumenti di digitazione, organizzazione del piano di lavoro.
  • Nella vita quotidiana: abiti facili da indossare, punti di riferimento per il riordino, anticipazione del tempo di vestizione.

Spiegazioni in base al suo profilo

Scelga un profilo per leggere la spiegazione adattata.

Disprassia spiegato a un Bambino

0–12 anni

Alcuni bambini trovano i gesti quotidiani più difficili di altri. Come allacciarsi le scarpe, scrivere, prendere una palla al volo o andare in bicicletta. Per loro, è come se il loro corpo non obbedisse facilmente a ciò che chiedono, anche esercitandosi molto.

Non è pigrizia o mancanza di voglia. È solo che il loro cervello e il loro corpo hanno bisogno di più tempo per imparare come fare i movimenti. I gesti sembrano lenti e faticosi, ed è normale.

A volte, questi bambini possono sentirsi a disagio o evitare di giocare con i compagni. Con pazienza, aiuto e benevolenza intorno a loro, possono progredire e sentirsi più sicuri di sé.

Casi concreti: Disprassia

casi d'uso

Bambino con disprassia, 9 anni
Genitore → Insegnante correttore
L'insegnante capisce, al momento della correzione, perché la scrittura è difficile, senza che il bambino debba chiedere indulgenza ad alta voce.

Luogo del QR: Etichetta su ogni compito consegnato

Vedere il caso in dettaglio
Bambino con disprassia, 12 anni
Genitore → Insegnante di educazione fisica
L'insegnante di educazione fisica adatta gli esercizi senza che il bambino debba spiegare le sue difficoltà motorie davanti ai compagni.

Luogo del QR: Etichetta sul materiale di educazione fisica

Vedere il caso in dettaglio
Adulto con disprassia, 26 anni
Il diretto interessato → Risorse umane, referente disabilità
Il referente disabilità dispone fin da subito degli adattamenti utili (doppio schermo, organizzazione dello spazio) senza colloqui supplementari.

Luogo del QR: Inserito nel fascicolo di inserimento delle risorse umane

Vedere il caso in dettaglio
Studente con disprassia alle elementari, 7 anni
Genitore → Insegnante
L'insegnante comprende perché la scrittura rallenta senza tradurre la fatica in mancanza di impegno, e adatta la traccia scritta fin dalla prima settimana.

Luogo del QR: Etichetta incollata sulla prima pagina del quaderno del giorno

Vedere il caso in dettaglio
Studente con disprassia in prima media, 11 anni
Genitore → AESH (assistente scolastico per alunni con disabilità)
L'AESH sa quando aiutare tecnicamente (impaginazione, suddivisione degli enunciati) e quando lasciare che lo studente cerchi da solo, senza dipendenza eccessiva.

Luogo del QR: Etichetta incollata sul computer portatile dello studente

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Dipendente dispraxica in ruolo amministrativo, 26 anni
La persona interessata → Manager, capo team
Il manager comprende perché le attività manuali (archiviazione cartacea, materiale fisico) richiedono più tempo, e indirizza la dipendente verso i suoi punti di forza senza svalutarla.

Luogo del QR: Firma email che include un link discreto al profilo

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Bambino dispraxico seguito in SESSAD, 9 anni
Genitore → Educatore/educatrice specializzato/a (SESSAD, ITEP, servizio di assistenza domiciliare)
L'educatrice specializzata che interviene a domicilio o in centro comprende immediatamente il protocollo dei compiti (fogli scritti al computer = lavoro del bambino, fogli manoscritti = esercizi brevi) e può orientare i genitori-caregiver senza ricominciare il racconto da zero a ogni nuova referente.

Luogo del QR: Adesivo rotondo in alto a destra su ogni foglio di compiti scritto al computer

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Studentessa dispratica e dislessica al primo anno di università, 19 anni
La persona interessata stessa → Referente disabilità dell'università
Una scheda infilata nel fascicolo MDPH avvisa la referente disabilità, prima del colloquio, che Éloïse ha bisogno di un computer e di un tempo aggiuntivo agli esami, senza dover rispiegare tutto a voce al primo appuntamento.

Luogo del QR: Scheda infilata nella cartellina del fascicolo MDPH consegnato al servizio disabilità

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Candidata con dislessia a un concorso pubblico, 24 anni
La persona interessata stessa → Membro della commissione di concorso
La commissione comprende in anticipo perché sia stato concesso tempo aggiuntivo o la lettura ad alta voce, senza che la candidata debba giustificare il suo adattamento davanti alla commissione il giorno del colloquio orale.

Luogo del QR: Scheda inserita nella cartellina di convocazione consegnata al sorvegliante d’aula

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