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Sordità

La sordità comprende realtà molto diverse a seconda che sia presente dalla nascita o sopraggiunta più tardi, lieve o profonda. Per una parte delle persone sorde, in particolare quelle sorde dalla nascita, la lingua dei segni italiana (LIS) è la lingua prima, quella in cui si costruisce il pensiero. La lingua scritta arriva poi, come seconda lingua, il che spiega perché un testo possa essere letto più lentamente o in modo diverso da quanto ci si aspetta.

Molti immaginano che la sordità si compensi con la lettura labiale. In realtà solo una parte dei suoni è visibile sulla bocca, e questa lettura resta un esercizio di indovinello faticoso, mai una trascrizione fedele. Per numerose persone sorde, la sordità non è del resto vissuta come una mancanza, ma come una lingua, una cultura e una comunità a pieno titolo.

Per una persona sorda, l'informazione passa attraverso gli occhi. Uno scambio che avviene alle sue spalle semplicemente non esiste per lei, e un annuncio diffuso a voce, in una stazione o in una sala d'attesa, le sfugge del tutto. Cogliere ciò che viene detto presuppone innanzitutto di vederlo: un viso, delle mani che segnano, un testo, uno schermo.

Per questo una persona sorda che utilizza la lingua dei segni con disinvoltura e precisione può trovarsi bloccata davanti a un modulo amministrativo denso, senza che ciò dipenda dalle sue capacità. La lingua scritta è, per molti segnanti, una lingua appresa dopo la lingua dei segni. Senza interprete né supporto visivo, lo scambio più banale può trasformarsi in un vicolo cieco.

Una realtà plurale, spesso fraintesa

Non esiste una sordità unica, ma percorsi molto diversi. Alcuni punti di riferimento aiutano a superare i luoghi comuni:

  • La lettura labiale rende visibile solo una parte dei suoni: anche allenata, una persona sorda intuisce molto.
  • Non tutte le persone sorde usano la lingua dei segni, e non tutte leggono la lingua scritta allo stesso modo; alcune utilizzano la LIS, altre l'orale, altre entrambi.
  • Alzare la voce non serve a nulla: ciò che conta è la visibilità del viso e la chiarezza del canale scelto (segni, scritto, orale).
  • Il silenzio non è sinonimo di isolamento: la LIS è una lingua a pieno titolo, con la sua grammatica e la sua cultura.

Come rendere possibile lo scambio

Adattare la comunicazione dipende spesso da piccoli accorgimenti:

  • Mettersi di fronte alla persona, catturarne lo sguardo prima di iniziare, mantenere il viso libero e ben illuminato.
  • Proporre lo scritto (una parola, un telefono, uno schermo) quando l'orale non funziona, senza viverlo come un fallimento.
  • Per le pratiche importanti, prevedere un interprete in LIS o un dispositivo di trascrizione.
  • Lasciare il tempo di guardare un documento e poi rispondere, senza fare fretta né finire le frasi al posto della persona.
Dati in cifre

Sordità in alcune cifre

  • ~ 10 millionsde personnes concernées par une perte auditive en France, tous niveaux confondus.Source : Inserm ; Bucodes SurdiFrance.
  • ~ 6 %de la population française a une déficience auditive moyenne à profonde.Source : Inserm.
  • ~ 1 / 1 000nouveau-nés présente une surdité congénitale.Source : Inserm.
  • ~ 100 000personnes pratiquent la Langue des Signes Française (LSF) en France.Source : Fédération nationale des sourds de France (FNSF).
  • ~ 2 / 3des personnes âgées de plus de 65 ans présentent une perte auditive.Source : OMS.

Possibili adattamenti

Le esigenze dipendono dalla modalità di comunicazione di ciascuno (LIS, orale, scritto, o più modalità insieme).

  • A scuola: interprete o codificatore a seconda del profilo, supporti visivi e consegne scritte, posto che permetta di vedere la lavagna e il viso dell'insegnante; un PPS (progetto personalizzato di scolarizzazione) formalizza questi strumenti, spesso con un'AESH (assistente per l'inclusione scolastica).
  • Al lavoro: resoconti scritti, videoconferenze sottotitolate, interprete LIS per le riunioni chiave, allerte visive piuttosto che sonore; la RQTH (riconoscimento della qualifica di lavoratore con disabilità) ottenuta tramite la MDPH (ente dipartimentale per le persone con disabilità) apre l'accesso a questi adattamenti.
  • Nella vita quotidiana: privilegiare gli scambi faccia a faccia o per iscritto, non parlare fuori dal campo visivo, accettare lo scritto come un canale di conversazione normale.

Spiegazioni in base al suo profilo

Scelga un profilo per leggere la spiegazione adattata.

Sordità spiegato a un Bambino

0–12 anni

La sordità è quando le orecchie non sentono i suoni, un po' come se il volume fosse abbassato o spento. Può capitare fin dalla nascita, o più tardi nella vita.

Le persone sorde comunicano in modo diverso per farsi capire:

  • Guardano molto il viso e le labbra di chi parla
  • Parlano con le mani e i gesti (la lingua dei segni)
  • Usano la scrittura o i disegni
  • A volte mescolano più modi di comunicare

Essere sordo non vuol dire essere solo o triste: è solo un altro modo di vedere il mondo. Come quando chiudi gli occhi ma puoi ancora giocare, ballare e divertirti! Basta solo che le altre persone intorno sappiano come comunicare bene con te.

Casi concreti: Sordità

casi d'uso

Bambino sordomuto, 8 anni
Genitore → Animatore, educatore extrascolastico
L'animatore comprende come comunicare efficacemente con il bambino senza improvvisare soluzioni che possono metterlo in difficoltà.

Luogo del QR: Scheda consegnata all'animatore del tempo libero

Bambino sordo in società sportiva, 9 anni
Genitore → Allenatore sportivo
L'allenatrice adatta le proprie indicazioni (supporti visivi, gesti, segnalazione degli esercizi) senza che il bambino resti escluso per non aver colto la richiesta orale.

Luogo del QR: Scheda consegnata all'allenatore al momento dell'iscrizione

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