Adulto con mutismo selettivo, 27 anni
Un adulto con mutismo selettivo consulta il proprio medico di base. Riesce a parlare a casa, con i genitori, con il terapeuta. Dal medico, non ci riesce. Il medico può interpretare il silenzio come opposizione, un disturbo psichiatrico acuto, diffidenza. Il QR mostrato all'inizio della visita gli fa sapere che bisogna passare per lo scritto senza forzare la voce.
Questo caso riguarda gli adulti con mutismo selettivo diagnosticato nell'infanzia o in età adulta (spesso associato a un disturbo d'ansia generalizzato o a un disturbo dello spettro autistico (TSA)), che consultano un medico generico o specialista.
Il momento vissuto
Studio medico, nuova paziente. Il medico fa entrare una donna di 27 anni in jeans e maglione nero. Si siede, appoggia la borsa sulle ginocchia, guarda il pavimento. Il medico apre la cartella vuota: «allora, cosa la porta qui?». Silenzio. Lui aspetta. Riformula: «da quanto tempo?». Lei non risponde. Comincia a scrivere nella cartella «paziente riservata, da valutare a livello psichico».
Lei tira fuori dalla borsa una piccola tessera plastificata. La posa sulla scrivania. Aspetta che lui la guardi. Lui vede il QR sul davanti, la scritta sul retro: «posso sentirla e capirla, non posso parlarle. Scansioni per continuare». Lui scansiona. Legge: Lila, 27 anni, mutismo selettivo diagnosticato a 5 anni, associato a un disturbo d'ansia generalizzato, in terapia con escitalopram 10 mg. Comunicazione in visita: per iscritto sul telefono (prepara le risposte prima dell'appuntamento), con sì/no (annuendo con la testa), a gesti.
Lui gira lo schermo verso di lei, apre una finestra di testo. Digita «qual è il motivo della sua visita?». Lei prende il telefono, gli mostra un testo preparato in anticipo: «ho mal di testa da 3 settimane, non alleviati dal paracetamolo, spesso al mattino». La visita comincia.
- Lei lo scrive
- Il QR viene posizionato
- Il lettore scansiona
- Compreso, senza dover rispiegare
Dove posizionare il QR per questo caso
Piccola tessera plastificata nel portafoglio della persona, da mostrare all'inizio della visita. Il gesto è più efficace della voce: la tessera introduce l'argomento in tre secondi. Formato fronte/retro per evitare manipolazioni: il messaggio breve da un lato, il QR dall'altro.
Raddoppiare in un porta-carte del telefono (accessibile anche senza la borsa principale). Raddoppiare presso i professionisti abituali (medico di base, ginecologo, dentista) nella cartella cartacea, con il consenso della segreteria.
Evitare adesivi visibili sulla borsa o sui vestiti: espongono il mutismo come un «tratto». Evitare tessere simili a una carta di invalidità (il mutismo selettivo non dà automaticamente diritto a una RQTH, il riconoscimento francese della qualifica di lavoratore con disabilità).
Per le urgenze odontoiatriche o mediche senza appuntamento, la tessera preparata può anche essere riposta in una busta trasparente all'apertura della borsa, accessibile senza dover frugare.
Modelli di testo precompilati
I tre modelli seguenti sono scritti dalla persona adulta stessa. Il mutismo selettivo negli adulti è poco documentato e spesso confuso con disturbi d'ansia generali: il testo deve porre la diagnosi in modo chiaro.
Per la sezione «Presentazione»
«Lila, 27 anni, informatica. Mutismo selettivo diagnosticato a 5 anni, mai scomparso in età adulta, associato a un disturbo d'ansia generalizzato. In terapia con escitalopram 10 mg dal 2020. Parlo a casa, con i miei genitori, con la mia terapeuta (Dott.ssa X, contatto sul retro). Non riesco a parlare con le persone che non conosco, in particolare durante le visite mediche.»
Per la sezione «Come aiutare»
«Può: invitarmi a scrivere in una finestra aperta sul suo schermo, farmi domande chiuse, lasciarmi mostrarle un testo preparato sul telefono, stampare le prescrizioni in modo che possa rileggerle con calma, comunicarmi i risultati per iscritto, lasciare un tempo ragionevole per rispondere.»
Per la sezione «Da evitare»
«Da evitare: cercare un contatto visivo forzato, dire «su, provi a parlare» (il mutismo non è volontario), propormi un ansiolitico in studio per «sbloccarmi» (controproducente), interpretare il mio silenzio come opposizione o diffidenza, rifiutarsi di riformulare per iscritto, chiamare uno psichiatra per una valutazione urgente.»
Patologie interessate da questo caso
Questo caso parte dal mutismo selettivo nell'adulto (raro e sottodiagnosticato). Riguarda anche i mutismi traumatici post-shock, i mutismi associati a un disturbo dello spettro autistico (TSA) ad alto funzionamento (la persona parla al di fuori dei contesti scatenanti), e gli stati depressivi gravi con blocco verbale.
Casi simili
Altri tre casi in cui il QR sostituisce la parola quando la parola si blocca, senza ricondurre la persona a una diagnosi psichiatrica inadeguata.
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