Le mani del fisioterapista si avvicinano alla caviglia prima che abbia finito la frase, e Gabriel si ritrae: la scheda infilata nella prescrizione insegna al fisioterapista ad annunciare ogni gesto
Una scheda infilata nella cartellina della prescrizione, scansionata dal fisioterapista prima della seconda seduta, e ogni gesto viene annunciato prima che le mani si posino, invece di essere scoperto al contatto.
Questo caso riguarda Gabriel, 15 anni, autistico, in riabilitazione dopo una distorsione alla caviglia. Un contatto che non ha visto arrivare gli è penoso, una consegna chiara lo rassicura. La scheda è preparata da sua madre. Si rivolge al fisioterapista libero professionista, che riceve un adolescente che non conosce e ha a disposizione trenta minuti.
Il momento vissuto
Martedì, ore 17.15, studio di fisioterapia vicino alla stazione. Sul lettino, Gabriel, 15 anni, caviglia sinistra fasciata da dieci giorni dopo una partita di basket. Il fisioterapista si alza, dice "bene, vediamo un po'" e allunga già la mano verso la caviglia. Gabriel ripiega la gamba, fissa il soffitto, smette di rispondere. Sua madre, in sala d'attesa, sente il silenzio attraverso la parete. Il professionista annota un adolescente chiuso, poco collaborativo, e la seduta si interrompe dopo dodici minuti.
La sera, archiviando la prescrizione, il fisioterapista trova una scheda infilata nella cartellina. La scansiona. Legge che Gabriel capisce tutto, che un contatto che non ha visto arrivare lo fa ritrarre, e che "vediamo un po'" non gli dice niente. Ciò che funziona: il gesto detto prima di essere fatto, il punto, la durata, un segnale per fermarsi. Ciò che lo chiude: le mani posate senza avvisare e i commenti mentre lui tace.
Giovedì, il fisioterapista aspetta che Gabriel sia seduto. "Ora appoggio la mano sul collo del piede, per tre secondi. Fammi un segno per fermarmi." Gabriel guarda la mano arrivare e risponde con un cenno del capo. La mobilizzazione della caviglia dura venticinque minuti. Sua madre non ha dovuto entrare nella stanza per spiegare, e Gabriel esce avendo deciso lui stesso la durata di ogni gesto.
- Lei lo scrive
- Il QR viene posizionato
- Il lettore scansiona
- Compreso, senza dover rispiegare
Dove mettere il QR per questo caso
Il fisioterapista libero professionista segue l'adolescente per dieci o quindici sedute, spesso in uno studio condiviso dove ci si sostituisce da una settimana all'altra. Il QR deve essere letto prima del primo contatto delle mani, ed essere visibile a tutti i professionisti dello studio.
- Scheda formato carta di credito infilata nella cartellina della prescrizione, con la documentazione per il rimborso: è il primo foglio che il fisioterapista apre per creare la cartella.
- Etichetta incollata sul retro del foglio di cura consegnato alla reception, che la segretaria o il professionista maneggia prima della seduta.
- Link inviato per messaggio allo studio al momento della prenotazione, perché il fisioterapista lo legga prima di accogliere l'adolescente.
- Scheda affidata al sostituto che riprende l'agenda durante le ferie, senza passare da una cartella.
Da escludere: la borsa sportiva lasciata nel corridoio, sotto lo sguardo di tutte le persone in attesa, e la caviglia fasciata stessa, che nessuno dovrebbe etichettare. Il profilo si crea in pochi minuti su myHandiQR.
Modelli di testo già scritti
Queste tracce servono come punto di partenza per compilare le sezioni del profilo. Riscrivile con parole tue: il modo in cui tuo figlio segnala che un contatto è di troppo è un dettaglio prezioso per un fisioterapista che non lo conosce.
Per la sezione "Presentazione"
"Sono la madre di [nome], 15 anni. È autistico. Capisce tutto ciò che gli si dice, ma un contatto che non ha visto arrivare lo fa ritrarre o bloccare. Non è un rifiuto: il suo corpo reagisce prima di lui. Viene per la caviglia, le sedute saranno regolari."
Per la sezione "Come aiutare"
"Dica il gesto prima di farlo, poi il punto, poi la durata ("appoggio la mano sul collo del piede, per tre secondi"). Lasci che veda la mano arrivare. Concordate un segnale per fermarsi. Una consegna alla volta, senza scherzare mentre lavora."
Per la sezione "Cosa evitare"
"Posare le mani senza avvisare, dire "vediamo un po'" senza precisare cosa, commentare ad alta voce mentre lui tace. Anche cambiare l'ordine della seduta senza annunciarlo lo richiude."
Condizioni interessate da questo caso
Questo caso riguarda innanzitutto l'autismo con ipersensibilità al tocco. Si applica anche alle persone ansiose di fronte alle cure del corpo, con o senza una particolarità riconosciuta.
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