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PPS (progetto personalizzato di scolarizzazione) e dispraxia: cosa inserire nel progetto personalizzato di scolarizzazione

Il PPS di un bambino con dispraxia: cosa scrivere perché venga applicato quotidianamente, e cosa è meglio lasciare da parte.

In breve

Il PPS (progetto personalizzato di scolarizzazione, documento ufficiale francese) definisce gli adattamenti e il sostegno umano per un alunno con disabilità. Per un bambino disprassico, gioca un ruolo decisivo sulla stanchezza, la scrittura e l'autonomia. Questo articolo propone cosa è utile scrivere in questo PPS affinché venga applicato in classe quotidianamente, e non finisca a dormire in un raccoglitore.

Perché un PPS per la disprassia scritto male non serve a nulla

Un PPS redatto in termini medici o troppo generici non si traduce in gesti concreti. Per un bambino disprassico, questo significa un inizio d'anno trascorso a compensare da solo, quaderni illeggibili, una stanchezza che si accumula, e a volte una perdita di fiducia già dal primo trimestre.

Un PPS utile risponde a tre domande precise:

  • cosa deve fare l'insegnante diversamente ogni giorno;
  • di quale materiale ha bisogno il bambino, e chi lo fornisce;
  • quale tempo supplementare viene concesso nelle valutazioni.

Più è concreto, più viene applicato.

Gli adattamenti per la disprassia che fanno davvero la differenza

Per un bambino disprassico, alcuni adattamenti cambiano l'intera giornata:

  • ridurre la copiatura dalla lavagna, o fornire fotocopie;
  • consentire il computer o il tablet in classe;
  • assegnare al bambino una postazione fissa con materiale stabilizzato (fermafoglio, penna ergonomica);
  • dare le consegne una alla volta piuttosto che in blocco.

Questi accorgimenti non richiedono una formazione particolare, solo una decisione chiara nel PPS e un'applicazione regolare in classe.

Cosa è meglio non inserire nel PPS

Il PPS non è un dossier medico. Includervi valutazioni complete, prescrizioni o raccomandazioni di rieducazione indebolisce il documento e confonde le priorità per l'insegnante.

Da evitare:

  • frasi vaghe come «adattare secondo i bisogni»;
  • elenchi infiniti di adattamenti teorici mai applicati;
  • aspettative implicite non scritte, che non potranno essere seguite.

Un PPS breve, scritto in linguaggio scolastico, viene sempre seguito meglio di un PPS lungo ed esaustivo.

Preparare la commissione tenendo presente suo figlio

La commissione che valida il PPS (Progetto Personalizzato di Scolarizzazione) è un momento in cui più adulti parlano di suo figlio senza che lui sia presente. Si prepari a portare la sua voce con una scheda breve che descriva:

  • ciò che sa fare da solo, ciò che lo rassicura;
  • ciò che lo blocca in classe: scrittura, copiatura, gesti fini;
  • ciò che lo affatica al punto da interrompere la sua concentrazione.

Per trasmettere queste informazioni senza doverle ripetere a ogni nuovo adulto che incontra suo figlio (insegnante, AESH (assistente educativo per l'inclusione scolastica), supplente, responsabile di attività), alcuni genitori utilizzano un profilo myHandiQR: un QR code unico che porta a una scheda consultabile in pochi secondi, con una spiegazione adattata al ruolo della persona che effettua la scansione. Può crearlo qui: creare un profilo myHandiQR.

Far vivere il PPS oltre la commissione

Un PPS validato a giugno non è un PPS applicato a settembre. Chieda all'insegnante un punto rapido a inizio anno per ricordare i tre o quattro adattamenti chiave. Anche se il PPS gli è stato trasmesso ufficialmente, rileggerlo insieme in cinque minuti vale molto più di un invio via email.

Preveda anche:

  • un punto a novembre per verificare che gli strumenti (computer, fotocopie) siano in funzione;
  • un punto a metà anno per anticipare gli sviluppi e preparare la commissione successiva.

Il PPS è una cornice, non una formula magica. La sua qualità dipende dal dialogo regolare tra lei, il team e suo figlio.

Da ricordare

  • Un PPS utile risponde a tre domande: cosa fare diversamente, quale materiale, quale tempo supplementare.
  • Privilegiare adattamenti concreti (copiatura ridotta, computer, consegne una alla volta) piuttosto che formule vaghe.
  • Non sovraccaricare il PPS di referti medici o elenchi esaustivi che diluirebbero le priorità.
  • Portare la voce di suo figlio in commissione con una scheda breve su ciò che sa fare, ciò che lo blocca, ciò che lo affatica.
  • Far vivere il PPS con un punto a inizio anno con l'insegnante e un monitoraggio durante l'anno.

Quello che ha appena letto, Lei non dovrebbe doverlo riprendere da capo.

Ogni nuovo anno scolastico, ogni nuovo collega, ogni appuntamento medico: bisogna ricominciare tutto. Trovare le parole giuste. Sperare di essere capiti. myHandiQR pone fine a tutto questo. Lei lo scrive una volta. Non ripartirà più da zero a ogni incontro.