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Casi d'uso
Far scorrere una tessera sotto il vetro dello sportello, affinché l'agente della prefettura rallenti il ritmo senza doverlo chiedere

Far scorrere una tessera sotto il vetro dello sportello, affinché l'agente della prefettura rallenti il ritmo senza doverlo chiedere

Sotto il vetro dello sportello 7, una tessera plastificata scorre prima della prima domanda. L'agente della prefettura che la scansiona capisce in pochi secondi che è meglio dare un'istruzione alla volta, lasciare il tempo di rispondere, e adegua il proprio ritmo senza che gli sia stato chiesto.

Questo caso riguarda un adulto autistico verbale di 27 anni che sbriga da solo le proprie pratiche amministrative. Il rinnovo di una carta d'identità comporta diverse fasi annunciate una dopo l'altra, un ritmo talvolta difficile da seguire allo sportello.

Il momento vissuto

Sportello 7 della prefettura, un martedì mattina di fine agosto. Marius, 27 anni, aspetta da venti minuti con il suo numero e una cartellina contenente la foto per il documento, la vecchia carta, un giustificativo di domicilio e il certificato di nascita richiesto per questo rinnovo. Quando il suo numero appare sullo schermo, l'agente enuncia tre istruzioni di seguito: posare i documenti, confermare l'indirizzo indicato, firmare il modulo di richiesta, senza pause tra l'una e l'altra.

Marius resta immobile per qualche secondo, con lo sguardo fisso sul cassetto metallico sotto il vetro. Poi tira fuori dalla cartellina una tessera plastificata e la fa scorrere nel cassetto prima di rispondere alla prima domanda. L'agente la scansiona, legge che un'istruzione data da sola, con un momento di silenzio dopo ogni fase, basta a Marius per andare avanti senza bloccarsi a metà frase. Riprende quindi, più lentamente: prima posare i documenti, aspetta la risposta, poi passa all'indirizzo.

La pratica viene completata in un'unica visita, senza dover tornare allo sportello per riformulare una risposta. Nessuna chiamata viene fatta a un accompagnatore rimasto fuori, nessun appuntamento deve essere rifissato una settimana dopo per non aver capito tutto al primo colpo, e l'agente non ha mai dovuto alzare la voce per farsi sentire allo sportello successivo.

  1. Lei lo scrive
  2. Il QR viene posizionato
  3. Il lettore scansiona
  4. Compreso, senza dover rispiegare

Dove posizionare il QR per questo caso

Un adulto che gestisce da solo le proprie pratiche amministrative ha bisogno di un supporto che tira fuori lui stesso, nel momento scelto, senza dipendere da un accompagnatore rimasto fuori dall'edificio.

  • Tessera plastificata infilata nella cartellina amministrativa, tirata fuori solo al momento di porgere i documenti sotto il vetro dello sportello.
  • Etichetta sulla copertina della cartellina, stampata da un foglio A4 di etichette (modello standard), visibile appena si apre la cartellina.
  • Timbro sul retro del numero di attesa, conservato fino al passaggio allo sportello, discreto per un agente che tratta più pratiche simili durante la mattinata.
  • Link comunicato al punto di accoglienza della prefettura per una pratica ricorrente, salvato una volta per un adulto che torna regolarmente (rinnovo, duplicato).

Il punto fermo da ricordare: la tessera esce dal portafoglio nel momento scelto dalla persona interessata, mai prima, mai al posto suo.

Modelli di testo già pronti

Tre tracce da adattare alla propria situazione amministrativa. Coprono ciò che un agente legge per primo: chi parla, come rallentare una spiegazione senza che porti via tutta la giornata, e cosa blocca inutilmente lo scambio allo sportello. Punti di partenza, non frasi da ricopiare tali e quali.

Per la sezione «Presentazione»

«Mi chiamo [nome], ho [età] anni. Sono autistico verbale: capisco tutto quello che mi viene detto, ma più istruzioni date di seguito mi fanno perdere il filo. Una fase alla volta, con un momento di silenzio tra l'una e l'altra, mi basta per andare avanti.»

Per la sezione «Come aiutare»

«Potete: annunciare una sola istruzione alla volta, lasciare un momento di silenzio prima della successiva, riformulare semplicemente se non reagisco subito, e rivolgervi direttamente a me piuttosto che alla persona che mi accompagna.»

Per la sezione «Da evitare»

«Da evitare: dare più istruzioni di seguito senza pausa, ripetere la stessa frase più forte pensando che non abbia sentito, mostrare impazienza visibile se ci metto tempo a rispondere, o chiedere a un accompagnatore di rispondere al posto mio.»

Disabilità coinvolte in questo caso

Questo caso riguarda l'autismo verbale: la comprensione del linguaggio è intatta, ma la rapida successione di più istruzioni orali complica l'elaborazione delle informazioni. Si aggiunge spesso un'ansia amministrativa, rafforzata dal ritmo imposto dallo sportello più che dalla pratica in sé. La pagina collegata descrive nel dettaglio questo funzionamento e i supporti utili negli scambi con un'amministrazione.

Casi simili

Altre pratiche svolte da soli davanti a un interlocutore occasionale, sportello, banco o ufficio, dove una tessera tirata fuori al momento giusto evita che un tempo di gestione più lungo venga scambiato per incomprensione o cattiva volontà.

Questo caso, Lei non dovrebbe doverlo rivivere con ogni nuova persona.

Ogni nuovo anno scolastico, ogni nuovo supplente, ogni appuntamento: bisogna ricominciare tutto. myHandiQR pone fine a tutto questo. Lei lo scrive una volta. Non ripartirà più da zero a ogni incontro.