Bambino epilettico in campo scout, 10 anni
Un bambino epilettico allo scoutismo significa venti ore lontano da uno studio medico, quattro chilometri dal parcheggio, un capo reparto di 22 anni che dovrà gestire la sua prima crisi in assoluto, se necessario. La tessera plastificata nello zaino da bivacco, il QR sul retro: protocollo di emergenza, i numeri del SAMU (il servizio di emergenza medica francese), i contatti dei genitori, indicazioni sulla terapia di emergenza.
Questo caso riguarda i bambini epilettici in terapia stabilizzata, iscritti allo scoutismo (associazioni scout francesi come Scouts et Guides de France, Scouts unitaires de France, ecc.), partecipanti a campi di più giorni.
Il momento vissuto
Campo estivo degli Scouts et Guides de France, foresta di Orléans, giorno 4. La capo reparto (23 anni, laurea in Scienze motorie) viene svegliata alle 4:30 da un adolescente: «Léo ha una crisi». Arriva alla tenda. Léo sta convulsionando, arti tesi, respiro sibilante, saliva all'angolo della bocca.
Tira fuori la tessera plastificata che tiene nel kit di pronto soccorso dall'inizio del campo, distribuita dai genitori all'arrivo. Scansiona il QR sotto la torcia. Legge: Léo ha un'epilessia tonico-clonica in terapia con Lamotrigina 200 mg, le sue crisi durano in media 3 minuti, sono seguite da un sonno post-critico di 30 minuti, bisogna cronometrare, proteggere la testa, non mettere nulla in bocca, chiamare il SAMU se la crisi supera i 5 minuti o se una seconda crisi arriva entro 30 minuti, chiamare i genitori in ogni caso.
La crisi dura 3 minuti e 40 secondi. Chiama i genitori alle 4:34. Léo si riaddormenta. La capo reparto resta con lui fino alle 5:15 nella tenda. Alle 8 Léo fa colazione, non si ricorda della crisi, vive la sua giornata. La capo reparto è sfinita ma ha agito nel modo giusto.
- Lei lo scrive
- Il QR viene posizionato
- Il lettore scansiona
- Compreso, senza dover rispiegare
Dove posizionare il QR per questo caso
Scheda plastificata in formato cartoncino, consegnata alla capogruppo scout il giorno dell'arrivo al campo, con una breve spiegazione a voce, di persona. La scheda resta nel kit di primo soccorso dello staff, accessibile 24 ore su 24 a tutta l'équipe di animazione.
Da raddoppiare nello zaino personale del bambino (bivacco), nella tasca interna, in un sacchetto a chiusura ermetica. Da raddoppiare nel kit medico del gruppo (con il farmaco d'urgenza se prescritto: Buccolam).
Evitare i file PDF inviati in anticipo via email: alle 4:30 del mattino nel bosco, nessuno controlla la propria casella di posta. Evitare i tag NFC: la copertura di rete è imprevedibile in montagna o nel bosco.
Per le escursioni lunghe (oltre 3 ore di cammino), la capogruppo scout può anche portare una copia plastificata nel taschino sul petto, evitando così di dover aprire lo zaino in caso di crisi lungo il percorso.
Modelli di testo pre-scritti
Le tre tracce riportate di seguito sono scritte dai genitori con la validazione del neurologo di riferimento. Il vocabolario medico è preciso: ogni termine è immediatamente seguito da un'azione concreta.
Per la sezione «Presentazione»
«Léo, 12 anni, scout del gruppo 3° Orléans da 2 anni. Epilessia tonico-clonica generalizzata diagnosticata a 8 anni. In terapia con Lamotrigina 200 mg mattina e sera, da non dimenticare mai. Le sue crisi durano in media 3 minuti e sono seguite da un sonno postcritico di 30 minuti. Negli ultimi 6 mesi, circa una crisi ogni 3 mesi.»
Per la sezione «Come aiutare»
«Può: cronometrare la crisi (ora di inizio, durata), metterlo in posizione laterale di sicurezza, proteggergli la testa con un indumento arrotolato, chiamare il SAMU (15) se la crisi supera i 5 minuti o in caso di doppia crisi entro 30 minuti, avvisare i genitori in ogni caso, lasciarlo dormire 30 minuti dopo la crisi senza sollecitarlo verbalmente.»
Per la sezione «Da evitare»
«Da evitare: non mettergli nulla in bocca (rischio di andare di traverso), non tenerlo immobile con la forza (rischio di lesioni), non dargli da bere durante il sonno postcritico (rischio di andare di traverso), non dimenticare di avvisarci anche se la crisi è breve (ogni crisi è utile al neurologo), non parlargli ad alta voce alla fine della crisi (aggrava la stanchezza).»
Patologie interessate da questo caso
Questo caso parte dall'epilessia tonico-clonica generalizzata in campo scout. Riguarda anche le epilessie parziali (crisi focali visibili o meno), le assenze infantili (meno evidenti ma che richiedono comunque un cronometraggio) e le epilessie farmacoresistenti con terapia d'urgenza (Buccolam) che richiedono un protocollo specifico.
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