Cerca la parola, l'assistente la indovina e sbaglia: la scheda magnetica sul frigorifero spiega alla nuova persona che Marc capisce tutto e che basta dargli tempo
Una scheda magnetica sul frigorifero, scansionata dalla nuova assistente prima ancora di essersi tolta il cappotto, e lei sa che Marc capisce ogni frase, che cerca le parole, e che è meglio dargli tempo che finire le frasi al suo posto.
Questo caso riguarda un uomo di 58 anni con afasia dopo un ictus. Il profilo è preparato dalla sua compagna e si rivolge agli assistenti domiciliari che si alternano a casa, spesso senza incontrarsi né passarsi molte informazioni.
Il momento vissuto
Le nove del mattino, l'odore del caffè ancora nella cucina. Marc è seduto al tavolo, con la mano posata sulla tazza. L'assistente che apre la porta stamattina non è quella di ieri: il servizio ruota, è Amina e viene per la prima volta. Gli chiede se ha dormito bene. Marc apre la bocca, la parola non arriva, fa un gesto verso la finestra, insiste. Amina pensa che voglia uscire e risponde che è troppo presto. Non era quello. Voleva dire che la tapparella era rimasta abbassata.
La sua compagna ha attaccato una scheda magnetica sullo sportello del frigorifero, proprio sopra il quaderno di consegne che ogni operatore firma all'arrivo. Amina la scansiona. Legge ciò che ha scritto la compagna: Marc capisce tutto quello che gli si dice, la sua intelligenza è intatta, è la parola che non esce più come prima. Le parole si bloccano, soprattutto quando lo si mette fretta. Ciò che lo aiuta è che gli si parli normalmente, da adulto ad adulto, e che si aspetti.
La mattinata cambia ritmo. Amina fa domande a cui si risponde con un sì o con un no. Quando Marc si blocca su una parola, lei non la finisce, aspetta, poi propone due scelte. Lui indica, lei conferma. Nessuno ha alzato la voce, nessuno lo ha trattato come se non capisse niente, e prima di mezzogiorno Marc è riuscito a dire, a modo suo, che voleva la tapparella alzata.
- Lei lo scrive
- Il QR viene posizionato
- Il lettore scansiona
- Compreso, senza dover rispiegare
Dove mettere il QR per questo caso
Qui il QR non serve nell'emergenza. Serve nel momento in cui una persona che non conosce Marc entra in casa sua per la prima volta. Deve quindi trovarsi dove quella persona guarda già appena arriva, senza doverlo cercare.
- Scheda magnetica sullo sportello del frigorifero, sopra il quaderno di consegne: il punto che ogni nuovo operatore apre all'arrivo per firmare la propria presenza.
- Scheda infilata nella prima pagina del quaderno di consegne stesso, per il sostituto dell'ultimo minuto che arriva senza istruzioni dal servizio di assistenza domiciliare.
- Etichetta incollata sul retro del telefono fisso del soggiorno, quello da cui si chiama la famiglia o il medico curante in caso di dubbio.
- Link inviato dalla compagna al responsabile di zona del SAAD (servizio di assistenza domiciliare, in Francia), perché circoli insieme alla programmazione senza dipendere da un oggetto presente in casa.
La regola è la ridondanza discreta. Lo stesso profilo in più punti visibili a chi arriva, mai esposto come un cartello sulla parete del soggiorno. La scheda informa chi arriva, non trasforma la casa in una camera d'ospedale.
Modelli di testo già pronti
I modelli qui sotto aiutano a compilare le tre sezioni di un profilo: la presentazione, ciò che aiuta, ciò che bisogna evitare. Si possono riscrivere con parole tue. Il modo in cui Marc segnala di aver trovato la parola, o di rinunciarci, appartiene solo a lui, ed è questo dettaglio a rendere la scheda davvero utile all'assistente che lo incontra. Puoi creare un profilo quando vuoi.
Per la sezione "Presentazione"
"Sono la moglie di Marc, ha 58 anni. Dopo l'ictus capisce tutto, ma la parola non esce più come prima: le parole si bloccano, soprattutto quando lo si mette fretta. La sua intelligenza non è cambiata. Non è confusione, né un problema di udito."
Per la sezione "Come aiutare"
"Può parlargli normalmente, da adulto ad adulto, con voce pacata. Può lasciargli tempo, senza finire le sue frasi. Può fare domande a cui si risponde con sì o no, o proporgli due scelte quando una parola si blocca. Può accettare che indichi, scriva o disegni per farsi capire."
Per la sezione "Cosa evitare"
"Eviti di finire le sue parole al posto suo non appena esita. Eviti di alzare la voce, sente perfettamente. Eviti di parlare di lui in terza persona con un'altra persona, davanti a lui. Eviti di concludere che non ha capito perché non risponde subito."
Condizioni collegate a questo caso
Questo caso è collegato all'afasia: la parola si blocca mentre la comprensione resta intera. Gli stessi gesti, lasciare tempo, non finire le parole, proporre scelte, aiutano ogni volta che un adulto cerca le parole, anche quando la ricerca delle parole si complica con l'età o la stanchezza, senza dover aspettare una valutazione per iniziare.
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