Sua madre di 82 anni non sente più allo sportello, e la tessera nel portafoglio chiede di scrivere invece di gridare
Una tessera nel portafoglio di sua madre, e il farmacista, il medico o il vicino di pianerottolo capisce in pochi secondi che conviene scrivere la domanda su un foglio o mettersi di fronte a lei, invece di ripeterla una terza volta alzando la voce.
Questo caso riguarda una persona di 82 anni con sordità profonda, il cui profilo è preparato dal figlio o dalla figlia adulta, e che continua a fare da sola la spesa, le pratiche di quartiere e le visite mediche.
La terza ripetizione
"Ha la sua carte Vitale?" La domanda torna una seconda volta, più forte, poi una terza, quasi gridata sopra il banco della farmacia di quartiere. Yvette, 82 anni, sorride e annuisce, senza aver colto una sola parola. Dietro di lei la fila avanza. Il farmacista la colloca mentalmente tra le persone confuse, mentre lei ha semplicemente smesso di sentire le voci da anni.
Apre il portafoglio e posa sul banco una tessera preparata dalla figlia. Il codice QR viene scansionato in pochi secondi. Il farmacista legge che lei legge le labbra a condizione che la si guardi in faccia, che un blocco per appunti e una penna risolvono la maggior parte degli scambi, e che alzare la voce deforma i suoni invece di renderli più chiari. Prende il blocco vicino alla cassa, scrive la sua domanda in tre parole e gira il foglio verso di lei.
Yvette risponde al primo colpo, tira fuori la sua carte Vitale (la tessera sanitaria francese) e se ne va con la scatola giusta e la posologia scritta in grande sul sacchetto. Sua figlia non è stata chiamata in ufficio per fare da interprete, e la ricetta non è tornata il giorno dopo perché non era stata capita. Al banco lo scambio è durato il tempo abituale, e nulla ha lasciato intendere che stesse perdendo il filo.
- Lei lo scrive
- Il QR viene posizionato
- Il lettore scansiona
- Compreso, senza dover rispiegare
Dove mettere il QR in questo caso
Ogni settimana Yvette incontra interlocutori diversi, in farmacia, dal medico, in panetteria, nell'ingresso del palazzo, e nessuno di loro è stato avvisato prima. La tessera deve quindi uscire nello stesso momento della tessera sanitaria o del portamonete.
- Tessera plastificata nel portafoglio, infilata proprio davanti alla tessera sanitaria, così da comparire nel momento esatto in cui al banco viene chiesto un documento.
- Etichetta sul retro del telefono, stampata da un foglio A4 di etichette (formato standard), utile quando il portafoglio resta in fondo alla borsa.
- Etichetta vicino al campanello o sulla cassetta della posta, dallo stesso foglio A4, per il vicino di pianerottolo, il postino o l'infermiera che passa.
- Link inviato allo studio medico dal figlio o dalla figlia prima di un appuntamento, così da essere nella cartella prima della prima visita.
La tessera deve arrivare prima della seconda ripetizione. Superato quel punto, lo scambio è già partito sul malinteso, il tono sale e la persona rinuncia a chiedere.
Modelli di testo già pronti
Le frasi che seguono servono da punto di partenza quando si prepara il profilo di un genitore anziano. Si ricopiano così sulla tessera oppure si riformulano con le sue parole, perché resta lei la sola a decidere che cosa vi compare.
Per la sezione "Presentazione"
"Mi chiamo [nome], ho [età] anni. Ho una sordità profonda: non sento le voci, nemmeno quelle forti, e leggo le labbra quando mi si guarda in faccia, in un posto illuminato. Scrivere una frase su un foglio o su uno schermo è ciò che funziona meglio con me."
Per la sezione "Come aiutare"
"Può: mettersi di fronte a me prima di parlare, togliere ciò che le copre la bocca, scrivere la sua domanda su un blocco per appunti o sul suo telefono, mostrarmi il documento di cui parla, e aspettare che io la guardi prima di riprendere la frase."
Per la sezione "Cosa evitare"
"Meglio evitare: alzare la voce, che deforma i suoni senza renderli più chiari, parlarmi di spalle o da un'altra stanza, ripetere la stessa frase identica più volte di seguito, rivolgersi alla persona che mi accompagna invece che a me, oppure concludere che non ho capito l'argomento."
Patologie interessate da questo caso
Questo caso riguarda una sordità profonda, che rende la parola inudibile anche a voce alta e dà al supporto visivo un ruolo decisivo. Quando si installa gradualmente con l'età, chi sta intorno la confonde spesso con la confusione o il disinteresse, ed è questo malinteso che la tessera toglie di mezzo per primo.
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