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Sordocecità

La sordocecità riunisce in una stessa persona una compromissione importante della vista e dell'udito. I due canali attraverso cui passano di norma l'informazione e il legame con gli altri sono colpiti insieme, il che pone il tatto al centro della comunicazione e dell'orientamento.

Il grado varia molto da persona a persona: alcune conservano un residuo visivo o uditivo, altre no. In ogni caso, l'incontro con il mondo esterno si costruisce attraverso il contatto, il movimento e punti di riferimento stabili, e la presenza altrui deve essere segnalata per non comparire dal nulla.

Non si attira l'attenzione di una persona sordocieca facendole un cenno con la mano o chiamandola da lontano: si entra in contatto attraverso il tatto, una mano posata delicatamente sulla spalla o sull'avambraccio. Questo gesto, che annuncia una presenza, sostituisce lo sguardo incrociato e il saluto lanciato all'ingresso di una stanza.

A partire da questo contatto, la comunicazione può assumere forme diverse: segni tracciati nel palmo, lingua dei segni tattile, alfabeto sulla mano, supporti a caratteri grandi e molto contrastati per chi conserva un residuo visivo. Il filo comune resta lo stesso: dire chi si è arrivando e avvisare quando si va via, altrimenti la conversazione si interrompe senza spiegazione per la persona.

Un mondo che si percepisce attraverso il contatto

Quando vista e udito mancano insieme, l'informazione non arriva più spontaneamente alla persona: è lei a doverla cercare, oppure bisogna portargliela attraverso altri canali. Lo spazio, gli spostamenti e gli scambi si riorganizzano quindi intorno al tatto e a punti di riferimento affidabili.

  • Capire chi è presente e chi prende la parola presuppone di essere informati attivamente.
  • Spostarsi in un luogo sconosciuto richiede una guida e punti di riferimento costanti.
  • Ogni scambio richiede una concentrazione sostenuta, quindi una stanchezza rapida.
  • L'isolamento è in agguato non appena chi sta intorno dimentica di mantenere il contatto.

Ciò che mantiene il legame

Codici semplici, condivisi da chi sta intorno, bastano a rendere gli scambi fluidi e rassicuranti. La regolarità di questi gesti conta quanto i gesti stessi.

  • Toccare la mano o la spalla prima di parlare, per segnalare la propria presenza.
  • Presentarsi ogni volta e annunciare la propria partenza.
  • Mantenere gli ambienti di vita ordinati in modo stabile, senza spostare gli oggetti di riferimento.
  • Appoggiarsi al canale che funziona meglio per la persona (tattile, residui visivi o uditivi).
Dati in cifre

Sordocecità in alcune cifre

  • ~ 100.000persone con più di 15 anni in Italia presentano sordocecità o gravi limitazioni sensoriali combinate alla vista e all’udito.Fonte: ISTAT ; Lega del Filo d’Oro.
  • 1.405persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale sono state assistite dalla Lega del Filo d’Oro nel 2025, il numero più alto mai registrato.Fonte: Lega del Filo d’Oro.

Possibili adattamenti

L'accompagnamento si basa su una guida adeguata, supporti tattili o molto contrastati, e la presenza di operatori formati alla comunicazione specifica.

  • A scuola: accompagnamento da parte di un'AESH (assistente per l'inclusione scolastica) formata, supporti tattili o a caratteri grandi e contrastati, e un PPS (progetto personalizzato di scolarizzazione) che coordina gli operatori intorno all'alunno.
  • Al lavoro: postazione adattata con ausili tecnici, ricorso a un interprete in comunicazione tattile a seconda delle situazioni, e sostegno della RQTH (riconoscimento della qualifica di lavoratore con disabilità) tramite la MDPH (ente dipartimentale per le persone con disabilità) per finanziare gli adattamenti.
  • Nella vita quotidiana: ambiente stabile e ben organizzato, guida per i percorsi nuovi, e persone vicine che applicano sistematicamente i codici di contatto.

Spiegazioni in base al suo profilo

Scelga un profilo per leggere la spiegazione adattata.

Sordocecità spiegato a un Bambino

0–12 anni

Immagina di non poter vedere né sentire bene allo stesso tempo. È come se due dei tuoi superpoteri per capire il mondo intorno a te non funzionassero molto bene. Questo rende le cose più difficili, ma non impossibili!

Le persone in questa situazione usano molto le mani per parlare e capire. Si può scrivere nel loro palmo, fare segni che possono sentire, o semplicemente toccarle per farle sapere che ci sei.

È importante avvisare sempre la persona: dire "sono io" prima di parlarle, o tenerle la mano perché senta che stai arrivando. Questi piccoli gesti semplici rendono tutto più facile e più rassicurante per lei.

Sì, è faticoso per questa persona, perché deve davvero concentrarsi per capire. Ma può comunque avere amici, giocare e vivere tante avventure!

Far comprendere

Vivere con la Sordocecità: il contesto posto, lo scambio libero.

Lei scrive il suo profilo una sola volta. A ogni inizio di anno scolastico, a ogni nuovo team, a ogni nuovo operatore sanitario, condivide il QR, senza dover ripetere tutto ogni volta. Lo scambio continua, parte solo da un altro punto.

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