myhandiqr myHandiQR
Casi d'uso
Gli articoli scorrono, la fila si allunga: la carta infilata nella custodia della tessera fedeltà spiega alla cassiera perché Céline sistema e paga lentamente

Gli articoli scorrono, la fila si allunga: la carta infilata nella custodia della tessera fedeltà spiega alla cassiera perché Céline sistema e paga lentamente

Una carta appoggiata sul nastro insieme al primo articolo, letta dalla cassiera prima della prima scansione, e il ritmo cambia: c'è il tempo di mettere nei sacchetti, di tirare fuori la carta di pagamento, di digitare il codice, senza sospiri e senza consigli.

Questo caso riguarda una donna adulta di 33 anni con disprassia che fa la spesa da sola. Il profilo l'ha scritto lei stessa e si rivolge alla persona alla cassa, qualcuno che probabilmente non rivedrà mai più.

Il momento vissuto

Sabato, ore 11:40, cassa 6. Il nastro avanza, gli articoli si accumulano in fondo e la cassiera scansiona più in fretta di quanto Céline riesca a metterli nei sacchetti. Un vasetto di yogurt, una bottiglia d'olio, una scatola di uova: afferra, sbaglia, riafferra. Dietro di lei, un carrello pieno, un uomo che guarda l'orologio. La sua mano cerca la carta di pagamento nella borsa, trova il portachiavi, poi uno scontrino accartocciato.

Prima di svuotare il cestino, ha appoggiato sul nastro una carta grande come uno scontrino. Sandrine, a giudicare dal cartellino, la legge tra un articolo e l'altro. Céline ha la disprassia: sa benissimo cosa fare, ma i suoi gesti richiedono tempo e attenzione, soprattutto quando la guardano. Chiede solo che non si commenti la sua lentezza.

Sandrine rallenta il nastro. Aspetta che le uova siano in fondo al sacchetto prima di proseguire, porge il POS all'altezza giusta e non dice nulla. Céline digita il codice in un colpo solo. Nessuno ha sospirato in fila, e se ne va senza aver detto "scusi" nemmeno una volta.

  1. Lei lo scrive
  2. Il QR viene posizionato
  3. Il lettore scansiona
  4. Compreso, senza dover rispiegare

Dove mettere il QR per questo caso

Il posto giusto è quello che la cassiera vede senza dover guardare più di un secondo e da cui Céline può estrarre la carta senza frugare. Frugare davanti a una fila è proprio ciò che la fa inciampare.

  • Carta infilata nella custodia trasparente della tessera fedeltà, che comunque tira fuori all'inizio del pagamento: è il gesto più collaudato alla cassa.
  • Etichetta ricavata da un foglio A4, incollata sul retro del telefono, per le casse automatiche dove interviene un addetto ad aiutare.
  • Carta appoggiata sul nastro con il primo articolo, quando la cassa è tenuta da qualcuno che lei non conosce.

Il QR sulla borsa riutilizzabile è escluso, si perde sul fondo. Anche quello sul carrello: il carrello non appartiene a nessuno e la cassiera non lo guarda. E niente sulla schiena né sul cappotto, perché la fila non deve leggere nulla. La carta informa una persona, per pochi secondi, non l'intera cassa.

Modelli di testo già pronti

I modelli qui sotto servono da punto di partenza per compilare le sezioni del profilo. Li riscriva con parole sue: il modo in cui chiede tempo, senza scusarsi, è ciò che rende la scheda autentica.

Per la sezione "Presentazione"

"Mi chiamo [nome], ho [età] anni e ho la disprassia. Capisco tutto quello che mi viene chiesto, ma i miei gesti sono lenti quando devo sistemare, contare o digitare un codice nello stesso momento. Questo non dice nulla sulla mia serietà. Vengo a fare la spesa come tutti."

Per la sezione "Come aiutare"

"Può rallentare il nastro e aspettare che io abbia finito di mettere nei sacchetti prima di scansionare il resto. Può porgermi il POS senza tenerlo in aria. Se sto contando il resto, mi lasci finire. Un semplice 'faccia con calma' mi basta."

Per la sezione "Da evitare"

"Eviti di sistemare le mie cose al posto mio senza chiedere. Eviti di sospirare o di guardare la fila al mio posto. Eviti di commentare la mia lentezza o di consigliarmi di organizzarmi diversamente. Eviti di parlare più forte: capisco."

Condizioni interessate da questo caso

Qui la disprassia si accompagna all'ansia, che sale in fretta quando ci si sente osservati. Gli stessi semplici accorgimenti servono a chi ha un disturbo della coordinazione, l'ADHD o una disprassia meno riconosciuta.

Casi simili

Questi casi condividono lo stesso scenario: uno scambio di pochi minuti con uno sconosciuto, in cui una carta letta al momento giusto basta a evitare la pressione.

Questo caso, Lei non dovrebbe doverlo rivivere con ogni nuova persona.

Ogni nuovo anno scolastico, ogni nuovo supplente, ogni appuntamento: bisogna ricominciare tutto. myHandiQR pone fine a tutto questo. Lei lo scrive una volta. Non ripartirà più da zero a ogni incontro.

Provo, senza carta